Vacanze di Natale a Cortina, recensione film

Vacanze di Natale a CortinaVacanze di Natale a Cortina è il cinepanettone del 2011, che il regista Neri Parenti ha scritto a sei mani con i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina. Nelle intenzioni degli autori, e soprattutto della produzione, traspare la volontà di chiudere un ciclo, iniziato proprio nella cittadina ampezzana nel lontano 1983. Ma certe tradizioni sono dure a morire, e il termine fine è di là dal poter essere ancora citato in modo univoco e definitivo. La voglia di leggerezza di noi italiani durante il clima natalizio, complice anche una maggiore disponibilità economica da tredicesima mensilità, ha fatto sì che gli incassi del filone in oggetto fossero sempre più che dignitosi.

Vacanze di Natale a Cortina, si diceva, ambiva a chiudere quella saga iniziata 28 anni prima dal personaggio dell’avvocato romano Roberto Covelli, alias Christian De Sica, in un’Italia molto diversa, ma, per certi aspetti, ancora simile all’attuale. Allora erano gli anni rampanti del governo Craxi, della Milano da bere, dell’ottimismo indubitabile nei confronti del futuro e degli affari che viaggiavano a gonfie vele. Era lecito quindi sognare, e anche mettere in atto, vacanze di Natale in un luogo notoriamente frequentato da VIP. Il nostro eroe, infatti, un po’ rozzo ancorché professionista di successo, sintetizzava bene l’italiano medio di quegli anni. Nel 2011, invece, la festa era all’epilogo: il governo Berlusconi cedeva proprio in quei giorni lo scettro a tecnici non votati dagli italiani, che si preparavano a regalarci un futuro tutto lacrime e sangue. Nel mezzo c’erano stati il crollo del muro di Berlino, Tangentopoli, la fine della Prima Repubblica, l’ascesa, il trionfo e il declino del Cavaliere di Arcore e la più devastante crisi del secolo. Eppure, o forse proprio per sfuggire a siffatte iatture, gli italiani hanno ancora voglia di ridere alle battute grossolane, ma tutto sommato innocue, dell’avvocato Covelli, deciso comunque a ritirarsi una volta per tutte da quello sport nazionale di dongiovanismo italico, più patetico che mordente.

Il film inizia con un cameo del regista Neri Parenti, il quale passa temporaneamente dall’altra parte della cinepresa, per immortalarsi nei panni di un passante che trasporta pacchi regalo, parlando al cellulare. La trama è nelle gag che attori consumati e giovani promesse sanno dosare con dovizia per suscitare ilarità in un pubblico già fortemente complice. L’avvocato Covelli è nuovamente a Cortina per il Natale, risoluto a rinunciare alle vecchie scappatelle per dedicarsi soltanto a sua moglie. Questa, interpretata da una Sabrina Ferilli appena un po’ più signorile del marito, coinvolta involontariamente in un presunto tradimento, ne approfitta per vendicarsi dei numerosi torti subiti dal consorte. Una disinvolta cameriera filippina, tre figli della coppia e il cane di casa San Bernardo, completano il quadretto familiare, in una serie di fraintendimenti reciproci.

Intanto, nell’hotel a 5 stelle più esclusivo di Cortina, si intrecciano storie diverse. L’ingegner Ugo Brigatti (Ivano Marescotti), faccendiere intento a firmare un importantissimo accordo commerciale con l’oligarca russo Fiodor Isakovic, incappa nell’inaspettato incidente diplomatico provocato dal suo autista Lando (Dario Bandiera), il quale si concederà una relazione con la bellissima moglie del russo, Galina (Olga Calpajiu), che terminerà col divorzio di quest’ultima e il consolidamento della storia d’amore tra i due.

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Intanto, da Roma, si incontreranno due coppie di edicolanti, formate da due sorelle e rispettivi consorti. La prima coppia, vincitrice di 250 mila euro a un noto gioco televisivo, decide di trascorrere le vacanze di Natale in un posto tanto esclusivo, nella speranza di conoscere qualche personaggio famoso. La seconda, invece, pur non navigando in buone acque, grazie a un’offerta speciale, riesce comunque ad alloggiare nello stesso sontuoso hotel, dove due bicchieri d’acqua al bar, costano 12 euro. La rivalità tra le due coppie, produrrà scene esilaranti, e gli edicolanti saranno effettivamente ospiti di VIP interpretati da sé stessi, dal principe Emanuele Filiberto a Cesare Prandelli, a Simona Ventura, a Mara Venier, Alfonso Signorini ed altri.